Studio Dentistico Marchesin | Estrazione di terzo molare
Le indicazioni all’asportazione di un terzo molare in inclusione totale o parziale sono diverse a seconda che il dente sia o meno associato a segni o sintomi
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Estrazione di terzo molare in parziale/totale inclusione

Le indicazioni all’asportazione di un terzo molare in inclusione totale o parziale sono diverse a seconda che il dente sia o meno associato a segni o sintomi.

Nel caso in cui il terzo molare sia sintomatico, le indicazioni cliniche all’estrazione sono rappresentate da:

  • pericoroniti, dente non recuperabile per carie;
  • frattura;
  • lesioni parodontali o endodontiche non trattabili;
  • infezioni acute o croniche (ascessi e celluliti);
  • anomalie della forma e della grandezza del dente tali da provocare delle malfunzioni;
  • malposizione che provoca disagio.

 

In assenza di sintomatologia, le indicazioni all’estrazione sono:

  • prevenzione di un danno parodontale sul secondo molare;
  • facilitare una terapia parodontale;
  • facilitare una riabilitazione protesica;
  • facilitare movimenti ortodontici;
  • presenza di un dente che si trova in una rima di frattura ossea;
  • dente che si trova coinvolto in una zona di escissione neoplastica;
  • interferenza del dente con chirurgia ortognatica e/o ricostruttiva;
  • rimozione preventiva e/o profilattica in pazienti con problematiche mediche maggiori o particolari condizioni chirurgiche o trattamenti terapeutici;
  • rifiuto consapevole del paziente di un trattamento non chirurgico;
  • nei soggetti che praticano sport con elevate probabilità di traumi (es. pugilato, sci, rugby, etc.);
  • nei soggetti con meno di 25 anni di età per ridurre le probabilità di danno parodontale del secondo molare associate all’asportazione tardiva.

Come sempre, prima dell’estrazione è doverosa un’attenta valutazione pre-operatoria basata su un’anamnesi, un esame clinico per la valutazione extraorale (presenza di linfoadenite satellite, tipo facciale ed apertura della bocca) ed una valutazione intraorale (presenza di edema, tumefazione e stato delle mucose). Inoltre, va evidenziata l’eventuale presenza di lesioni cariose sul dente che aggetta in arcata.

 

L’età del paziente può condizionare le indicazioni all’estrazione. Fino al compimento della terza decade di età, un’eruzione parziale in buona posizione, con spazio sufficiente e senza patologia associata può, infatti, preludere ad un’eruzione completa. Importanti ed imprescindibili sono, inoltre, gli esami radiografici perché definiscono l’esatta posizione dell’elemento dentario ed i suoi rapporti di continuità con le strutture anatomiche adiacenti. L’esame radiografico di base è rappresentato dall’OPT; possono essere anche effettuate Rx endorali e, qualora fosse necessario avere informazioni più precise, la TC o la Rx tridimensionale a fascio conico. In caso di estrazione del terzo molare inferiore, si esegue anestesia loco-regionale al nervo alveolare inferiore e la plessica e/o tronculare al buccinatore. Per l’estrazione del terzo molare superiore si esegue anestesia plessica.

 

Se il dente è totalmente erotto si eseguono le stesse fasi operative che si utilizzano per le estrazioni semplici. Nel caso in cui l’elemento dentario sia parzialmente erotto o completamente incluso si esegue un’incisione mucoperiostea con scollamento di lembo di accesso. Si effettua, quindi, una resezione ossea mediante una fresa a fessura o a pallina montata su micromotore o turbina chirurgica, sotto costante irrigazione. Successivamente, si esegue un’odontotomia mediante fresa a fessura montata su micromotore o turbina chirurgica e, per mezzo di leve, si procede alla lussazione dell’elemento dentario. Ad estrazione avvenuta si pratica una revisione dell’alveolo con un cucchiaio alveolare, irrigazione con soluzione fisiologica e si esegue la sutura.

La presenza di dolore presuppone la prescrizione di un’adeguata terapia farmacologica con antidolorifici ad azione periferica e/o ad azione centrale, FANS, oppioidi ed associazioni farmacologiche. È preferibile che l’assunzione avvenga prima della fine dell’effetto dell’anestesia locale e la terapia prosegua per un congruo numero di giorni in relazione all’entità dell’intervento, possibilmente in associazione ad un farmaco gastro-protettore. La prevenzione dell’edema post-operatorio comporta l’adozione di procedure poco invasive, un minore scollamento dei tessuti, una delicata trazione dei tessuti molli durante la divaricazione, una limitazione delle incisioni periostali. La prevenzione del trisma si può ottenere con la riduzione dei tempi chirurgici ed una limitazione dello scollamento dei tessuti molli. Il trattamento, invece, prevede una dieta morbida e/o semiliquida, la fisioterapia dei muscoli masticatori e dell’ATM e farmaci antiflogistici e miorilassanti.

 

L’adozione di tecniche chirurgiche minimamente invasive, ove possibile, consente la prevenzione delle ecchimosi, mentre in caso di loro comparsa, è buona norma attendere la risoluzione spontanea per lento riassorbimento. È buona norma effettuare una compressione post operatoria del sito trattato con garza, per 10 minuti dopo l’intervento e, prima della dimissione del paziente, verificare l’avvenuta emostasi. Inoltre, al paziente vanno date adeguate istruzioni post-operatorie. In caso di emorragie, il trattamento consiste nella compressione dell’area interessata con garze eventualmente imbevute di antiemorragico per 20 minuti, la verifica della stabilità del lembo d’accesso, mentre in caso di sanguinamento perdurante è opportuna una nuova sutura. È raccomandata la protezione dei tessuti molli quando vi sia il rischio di penetrazione con strumenti rotanti o taglienti. In caso di insorgenza di ematomi questi possono riassorbirsi spontaneamente mentre, qualora provochino ostruzione delle vie aeree, si rende necessaria l’ospedalizzazione del paziente ed un trattamento chirurgico d’urgenza di rimozione dell’ematoma e della causa dell’emorragia.

 

In presenza d’infezione acuta ed infiammazione è necessario evitare di iniziare un intervento di elezione. È buona norma il rispetto delle norme di asepsi e sterilizzazione, profilassi antibiotica pre-operatoria quando indicata e l’uso di irriganti medicamentosi per prevenire eventuali infezioni. La prevenzione dell’alveolite è possibile mediante sedute d’igiene orale pre-operatorie, astensione dal fumo di sigaretta nel pre e post-operatorio, utilizzo minimo di vasocostrittore. È opportuno, inoltre, sempre a fini preventivi, curettare e utilizzare irrigazioni con fisiologica alla fine dell’intervento, controllare la formazione del coagulo prima della dimissione del paziente e prescrivere antisettici orali nel periodo post-operatorio. La pianificazione del trattamento chirurgico con adeguato imaging radiologico, l’esecuzione di corrette linee d’incisione e lo scollamento sottoperiostale consentono la prevenzione delle lesione dei tronchi nervosi. In caso di loro insorgenza, il trattamento è variabile in base al quadro clinico.

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