Studio Dentistico Marchesin | Estrazioni dentarie complesse
In presenza di un elemento dentario che comporti particolari difficoltà tecniche sono necessari più approfonditi esami radiografici e l’esecuzione di un lembo d’accesso, prima di procedere a terapia estrattiva.
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Odontoiatria per estrazioni dentarie con anatomie complesse

In presenza di un elemento dentario con anatomia coronale e/o radicolare complessa che comporti particolari difficoltà tecniche sono necessari più approfonditi esami radiografici e l’esecuzione di un lembo d’accesso, prima di procedere a terapia estrattiva. In questi casi, infatti, va attentamente valutata non solo la conformazione anatomica radicolare dell’elemento dentario da estrarre ma anche i rapporti anatomici che possono intercorrere con strutture importanti quali il canale mandibolare, il forame mentoniero ed il seno mascellare.

 

La tecnica chirurgica per le estrazioni di denti con anatomia coronale e/o radicolare complessa può essere più o meno invasiva in base alla posizione del dente, alla quantità di tessuto dentario residuo ed ai suoi rapporti con le strutture anatomiche circostanti. È necessaria, solitamente, la programmazione, in fase preoperatoria, di un lembo di accesso all’area chirurgica e di un’anestesia locale per infiltrazione (plessica o tronculare). L’entità dello scollamento del lembo dipende dal tipo di difficoltà dell’estrazione del dente. In taluni casi, serve fare resezione ossea per facilitare un’eventuale odontotomia e per creare punti di leva favorevoli per la lussazione del dente stesso. Per la resezione ossea si utilizzano frese al carburo di tungsteno sotto costante irrigazione. Prima di procedere con l’estrazione, il dente deve essere ben lussato tramite sindesmotomi e/o leve, quindi, si procede all’avulsione usando pinze adatte. A fine estrazione verrà praticata la sutura.

 

La presenza di dolore presuppone la prescrizione di un’adeguata terapia farmacologica con antidolorifici ad azione periferica e/o ad azione centrale, FANS, oppioidi ed associazioni farmacologiche. È preferibile che l’assunzione avvenga prima della fine dell’effetto dell’anestesia locale e la terapia prosegua per un congruo numero di giorni in relazione all’entità dell’intervento, possibilmente in associazione ad un farmaco gastro-protettore. La prevenzione dell’edema post-operatorio comporta l’adozione di procedure poco invasive, un minore scollamento dei tessuti, una delicata trazione dei tessuti molli durante la divaricazione, una limitazione delle incisioni periostali. La prevenzione del trisma si può ottenere con la riduzione dei tempi chirurgici ed una limitazione dello scollamento dei tessuti molli. Il trattamento, invece, prevede una dieta morbida e/o semiliquida, la fisioterapia dei muscoli masticatori e dell’ATM e farmaci antiflogistici e miorilassanti. L’adozione di tecniche chirurgiche minimamente invasive, ove possibile, consente la prevenzione delle ecchimosi, mentre in caso di loro comparsa, è buona norma attendere la risoluzione spontanea per lento riassorbimento.

 

È buona norma effettuare una compressione post operatoria del sito trattato con garza, per 10 minuti dopo l’intervento e, prima della dimissione del paziente, verificare l’avvenuta emostasi. Inoltre, al paziente vanno date adeguate istruzioni post-operatorie. In caso di emorragie, il trattamento consiste nella compressione dell’area interessata con garze eventualmente imbevute di antiemorragico per 20 minuti, la verifica della stabilità del lembo d’accesso, mentre in caso di sanguinamento perdurante è opportuna una nuova sutura. È raccomandata la protezione dei tessuti molli quando vi sia il rischio di penetrazione con strumenti rotanti o taglienti. In caso di insorgenza di ematomi questi possono riassorbirsi spontaneamente mentre, qualora provochino ostruzione delle vie aeree, si rende necessaria l’ospedalizzazione del paziente ed un trattamento chirurgico d’urgenza di rimozione dell’ematoma e della causa dell’emorragia.

 

In presenza d’infezione acuta ed infiammazione è necessario evitare di iniziare un intervento di elezione. È buona norma il rispetto delle norme di asepsi e sterilizzazione, profilassi antibiotica pre-operatoria quando indicata e l’uso di irriganti medicamentosi per prevenire eventuali infezioni. La prevenzione dell’alveolite è possibile mediante sedute d’igiene orale pre-operatorie, astensione dal fumo di sigaretta nel pre e post-operatorio, utilizzo minimo di vasocostrittore. È opportuno, inoltre, sempre a fini preventivi, curettare e utilizzare irrigazioni con fisiologica alla fine dell’intervento, controllare la formazione del coagulo prima della dimissione del paziente e prescrivere antisettici orali nel periodo post-operatorio. La pianificazione del trattamento chirurgico con adeguato imaging radiologico, l’esecuzione di corrette linee d’incisione e lo scollamento sottoperiostale consentono la prevenzione delle lesione dei tronchi nervosi. In caso di loro insorgenza, il trattamento è variabile in base al quadro clinico.

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