Studio Dentistico Marchesin | Neoformazioni del cavo orale
L’origine delle neoformazioni di natura tumorale è ossea, vascolare, nervosa o più frequentemente odontogenica, ossia a partenza dai tessuti embrionali del dente.
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Neoformazioni del cavo orale

Quadro clinico

In presenza di neoformazioni del cavo orale, i fattori decisionali che possono influenzarne l’asportazione sono: il tipo di neoformazione (in relazione alle sue caratteristiche istologiche ed epidemiologiche per quanto concerne la percentuale di recidiva dopo trattamento conservativo), la localizzazione, le dimensioni, il coinvolgimento di strutture adiacenti (per es. fasci vasculo-nervosi, seni mascellari, fosse nasali) ed il tipo di sviluppo (centrale vs periferico).
Le neoformazioni benigne dei tessuti molli sono aumenti volumetrici di natura iperplastica/ipertrofica o tumorale benigna (crescita lenta e illimitata, assenza di metastasi linfonodali ed a distanza, assenza di infiltrazione vascolare e nervosa, discreta delimitazione periferica) che interessano la mucosa o/e la sottomucosa (tessuti muscolare, adiposo, ghiandolare e quelli costituenti le strutture vascolari e nervose).

 

Le neoformazioni benigne delle ossa mascellari sono aumenti volumetrici di natura iperplastica/ipertrofica, displastica (crescita autolimitante, assenza di delimitazione periferica) o tumorale benigna (crescita lenta e illimitata, assenza di metastasi linfonodali e a distanza, assenza di infiltrazione vascolare e nervosa, discreta delimitazione periferica) che interessano il tessuto osseo delle ossa mascellari e della mandibola, con estrinsecazione prevalentemente/esclusivamente extraossea (sviluppo periferico) o prevalentemente/esclusivamente endossea (sviluppo centrale) o con equivalente coinvolgimento extra ed endosseo.

Origine

L’origine delle neoformazioni di natura tumorale è ossea, vascolare, nervosa o più frequentemente odontogenica, ossia a partenza dai tessuti embrionali del dente. In quest’ultimo caso possono essere di natura mesenchimale, ectodermica o mista, possono o meno contenere materiale mineralizzato più o meno morfo- differenziato e manifestano un variabile grado di infiltrazione del tessuto osseo sano contiguo.

Terapia chirurgica

Il trattamento chirurgico delle neoformazioni sopra menzionate prevede l’enucleazione e/o curettage che consiste nell’asportazione della neoformazione dei tessuti molli o duri con totale preservazione dei tessuti limitrofi clinicamente sani e/o con eventuale successiva asportazione di 1-2 mm di tessuto peri-lesionale; l’escissione ovvero l’asportazione della neoformazione dei tessuti molli comprendente una quantità variabile di tessuto limitrofo clinicamente sano; la resezione ovvero l’asportazione di neoformazione delle ossa mascellari o della mandibola, a sviluppo centrale, periferico o misto, comprendente un variabile grado di tessuto osseo limitrofo clinicamente sano (0,5-1 cm). Nell’ambito della resezione, possiamo distinguere una resezione marginale che consiste nell’asportazione della lesione senza interruzione della continuità del segmento osseo interessato; la resezione parziale che prevede l’asportazione della lesione con interruzione della continuità del segmento osseo interessato (nella mandibola, da un piccolo difetto osseo residuo ad un’emi-mandibolectomia); infine, la resezione totale con l’asportazione della lesione insieme con l’intero osso interessato (maxillectomia, mandibolectomia).

 

Le tecniche chirurgiche indicate hanno come obiettivi l’eradicazione della neoformazione, la guarigione per prima intenzione, quando possibile, mediante completa ricopertura dell’area chirurgica con tessuti di rivestimento e la predisposizione dell’area d’intervento alla migliore riabilitazione funzionale ed estetica. L’intervento di enucleazione è indicato per cisti mascellari e neoformazioni dei tessuti molli (per es. lipomi, mucoceli/cisti da ritenzione, adenomi pleomorfi delle ghiandole salivari minori localizzati in mucosa non aderente).

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