Studio Dentistico Marchesin | Patologie sinusali odontogene
In caso di sinusite odontogene, acute o croniche, va ricercata la causa e effettuata opportuna terapia medica e/o chirurgica.
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Patologie sinusali odontogene

In caso di sinusite odontogene, acute o croniche, va ricercata la causa e effettuata opportuna terapia medica e/o chirurgica. Il seno mascellare può contrarre rapporti di continuità con le radici di alcuni elementi dentari che per frequenza sono il primo molare, il terzo molare, il secondo molare, il secondo premolare, il primo premolare e il canino. Questa situazione rende possibile il verificarsi di una patologia sinusale infettiva e/o infiammatoria a partenza dentaria.

 

Con l’esame clinico va ricercata la presenza di un elemento dentario necrotico in corrispondenza della regione latero-posteriore, la sede di una pregressa estrazione, una rinorrea monolaterale e l’esacerbazione del dolore alla palpazione compressiva della fossa canina. L’anamnesi deve essere accompagnata da alcuni esami strumentali. Questi possono essere Rx ortopantomografia (OPT), radiografia dei seni nasali e paranasali, tomografia assiale computerizzata (TC). La terapia delle forme acute è prevalentemente medica e si basa sull’utilizzo di antibiotici per 7-10 giorni, di antiinfiammatori, di cortisone e/o terapia aerosolica di tipo otorinolaringoiatrica.
In presenza di un elemento dentario incluso, privo di potenziale eruttivo o con difficoltà di eruzione spontanea per posizione sfavorevole della radice, il trattamento elettivo è quello di guidare l’elemento dentario in arcata, previa esposizione chirurgica. Vanno effettuati in base ai rilievi clinici e in modo personalizzato in ordine crescente di approfondimento diagnostico: Rx endorale, OPT, Rx cranio in proiezione latero-laterale, Rx endorale occlusale, TC con ricostruzione tridimensionale. Tutti questi interventi richiedono un’anestesia per infiltrazione che, in base alla posizione dell’elemento, può essere plessica o tronculare. L’ectopia dentaria può richiedere qualche modifica della tecnica anestesiologica in considerazione della dislocazione dell’apice dentario e secondariamente del fascio vascolo nervoso.
La presenza di dolore presuppone la prescrizione di un’adeguata terapia farmacologica con antidolorifici ad azione periferica e/o ad azione centrale, FANS, oppioidi ed associazioni farmacologiche. È preferibile che l’assunzione avvenga prima della fine dell’effetto dell’anestesia locale e la terapia prosegua per un congruo numero di giorni in relazione all’entità dell’intervento, possibilmente in associazione ad un farmaco gastro-protettore. La prevenzione dell’edema post-operatorio comporta l’adozione di procedure poco invasive, un minore scollamento dei tessuti, una delicata trazione dei tessuti molli durante la divaricazione, una limitazione delle incisioni periostali. La prevenzione del trisma si può ottenere con la riduzione dei tempi chirurgici ed una limitazione dello scollamento dei tessuti molli. Il trattamento, invece, prevede una dieta morbida e/o semiliquida, la fisioterapia dei muscoli masticatori e dell’ATM e farmaci antiflogistici e miorilassanti.

 

L’adozione di tecniche chirurgiche minimamente invasive, ove possibile, consente la prevenzione delle ecchimosi, mentre in caso di loro comparsa, è buona norma attendere la risoluzione spontanea per lento riassorbimento. E’ buona norma effettuare una compressione post operatoria del sito trattato con garza, per 10 minuti dopo l’intervento e, prima della dimissione del paziente, verificare l’avvenuta emostasi. Inoltre, al paziente vanno date adeguate istruzioni post-operatorie. In caso di emorragie, il trattamento consiste nella compressione dell’area interessata con garze eventualmente imbevute di antiemorragico per 20 minuti, la verifica della stabilità del lembo d’accesso, mentre in caso di sanguinamento perdurante è opportuna una nuova sutura.

 

È raccomandata la protezione dei tessuti molli quando vi sia il rischio di penetrazione con strumenti rotanti o taglienti. In caso di insorgenza di ematomi questi possono riassorbirsi spontaneamente mentre, qualora provochino ostruzione delle vie aeree, si rende necessaria l’ospedalizzazione del paziente ed un trattamento chirurgico d’urgenza di rimozione dell’ematoma e della causa dell’emorragia. In presenza d’infezione acuta ed infiammazione è necessario evitare di iniziare un intervento di elezione. È buona norma il rispetto delle norme di asepsi e sterilizzazione, profilassi antibiotica pre-operatoria quando indicata e l’uso di irriganti medicamentosi per prevenire eventuali infezioni. La prevenzione dell’alveolite è possibile mediante sedute d’igiene orale pre-operatorie, astensione dal fumo di sigaretta nel pre e post-operatorio, utilizzo minimo di vasocostrittore. È opportuno, inoltre, sempre a fini preventivi, curettare e utilizzare irrigazioni con fisiologica alla fine dell’intervento, controllare la formazione del coagulo prima della dimissione del paziente e prescrivere antisettici orali nel periodo post-operatorio. La pianificazione del trattamento chirurgico con adeguato imaging radiologico, l’esecuzione di corrette linee d’incisione e lo scollamento sottoperiostale consentono la prevenzione delle lesione dei tronchi nervosi. In caso di loro insorgenza, il trattamento è variabile in base al quadro clinico.

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