Studio Dentistico Marchesin | Apnea notturna
Le apnee ostruttive durante il sonno sono una delle cinque categorie maggiori di disturbi respiratori che possono verificarsi durante il sonno
studio dentistico, studio dentistico marchesin, marchesin, dentista, denti, apnea, apnea notturna,
16732
page-template-default,page,page-id-16732,page-child,parent-pageid-16721,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

Apnea notturna

Le apnee ostruttive durante il sonno (OSA – Obstructive Sleep Apnoea) sono una delle cinque categorie maggiori di disturbi respiratori che possono verificarsi durante il sonno (classificazione ICSD-2). Sono caratterizzate dal ripetuto collassamento, completo (apnea) o parziale (ipopnea), del flusso aereo e si manifestano, clinicamente, con sonnolenza diurna e/o alterazioni delle performace diurne e russamento notturno.

 

Sul piano fisiopatologico l’OSA è caratterizzata dalla comparsa, durante il sonno, di episodi ripetuti di ostruzione parziale o completa delle prime vie aeree associati a fasiche desaturazioni di ossigeno dell’emoglobina arteriosa. In caso di sospetto di OSA l’esame strumentale gold standard è rappresentato dalla polisonnografia che permette di quantificare gli episodi di apnea o blocco completo e ipopnea o riduzione parziale del flusso aereo (AHI ApneaHypopnea Index).

 

È buona norma che l’OSA venga affrontata con un approccio multidisciplinare (neurologo, pneumologo, otorinolaringoiatra, internista, chirurgo maxillo facciale e odontoiatra). L’odontoiatra può effettuare uno screening dell’OSA mediante l’utilizzo di questionari come il “Questionario di Berlino” o lo “Stop BANG”; deve, inoltre, riconoscere fattori predisponenti quali la micrognazia, la retrognazia e la contrazione del diametro trasverso dell’arcata superiore e valutare, in presenza di indicazione, la possibilità di utilizzo dell’uso di dispositivi orali ove le condizioni della bocca lo consentano (numero di denti presenti in arcata, condizioni parodontali).

In caso di OSA, si ricorre a strumenti capaci di ripristinare la pervietà del cavo orale: un esempio è la CPAP (Continuous Positive Airways Pressure) che prevede l’uso di un minicompressore collegato ad una maschera facciale che il paziente deve indossare nel corso della notte e che permette la risoluzione meccanica dell’ostruzione delle prime vie aeree durante il sonno.

 

I dispositivi orali trovano indicazione in caso di russamento e di apnea da lieve a moderata (AHI< 30), in particolare se posizionale (più evidente o prevalente in posizione supina), e nel caso di apnea conclamata o grave, se il paziente rifiuta o non tollera la CPAP. Costruiti su modelli individuali, questi dispositivi mantengono la mandibola e la lingua in avanti creando così più spazio nella parte posteriore della bocca sì da evitare l’ostruzione delle vie aeree. In alcuni casi esiste anche l’indicazione alla trattamento chirurgico, quale l’uvulofaringopalatoplastica, tradizionale o laser-assistita, o l’avanzamento chirurgico dei mascellari. È importante, infine, minimizzare i fattori predisponenti con un adeguato controllo del peso corporeo, l’abitudine a dormire sul fianco, l’assunzione di pasti leggeri a cena e la riduzione dell’assunzione di bevande alcoliche.

Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, nel rispetto della tua privacy e dei tuoi dati. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi