Studio Dentistico Marchesin | impianto dente bassano, impianto dente marostica, impianto dente vicenza, impianto dente nove, Implantologia orale
L’implantologia orale è una modalità di trattamento indicata per sostituire gli elementi dentali mancanti o quelli a prognosi infausta. dentista marostica, impianto dente vicenza, impianto dente bassano del grappa, impianto dente marostica, impianto dente nove
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Implantologia orale

Definizione

L’implantologia orale è una modalità di trattamento indicata per sostituire gli elementi dentali mancanti o quelli a prognosi infausta. E’ una terapia affidabile, con una elevata percentuale di successo, accettata dalla comunità scientifica e professionale internazionale, che non deve essere considerata come la soluzione ideale per tutti i casi di edentulia parziale o totale.

La chirurgia implantare deve essere eseguita in ambienti strutturalmente idonei con l’ausilio di apparecchiature tecnologicamente adeguate e di una strumentazione appropriata in cui vengano rispettate le corrette procedure d’igiene, disinfezione e sterilità. La dotazione di apparecchiature e strumentazione considerata adeguata all’ottimizzazione della prestazione clinica prevede: un “riunito odontoiatrico” dotato di buona illuminazione e di aspirazione chirurgica, un motore chirurgico dedicato, un apparecchio radiografico e lo strumentario dedicato sterile.

Scopo prioritario dell’odontoiatra è quello di preservare e ripristinare la salute del cavo orale. È importante sottolineare come le aumentate conoscenze e il miglioramento delle procedure diagnostiche e terapeutiche in campo odontoiatrico consentano oggi un ampliamento delle possibilità di recupero degli elementi dentari compromessi; ogni sforzo dovrebbe essere attuato in tal senso, ricorrendo all’avulsione dentaria solo quando indispensabile.

Indicazioni alla chirurgia implantare

Ogni metodica ha indicazioni e controindicazioni specifiche, evidenzia vantaggi e svantaggi nella sua attuazione e ha tempi di realizzazione e costi diversi. I costi della riabilitazione risentiranno inevitabilmente degli investimenti sostenuti dal professionista per assicurarne sicurezza e affidabilità nel medio e lungo periodo.

 

Le indicazioni elettive all’utilizzo della terapia implantare sono:

  • instabilità e/o mancanza di ritenzione di una protesi mobile;
  • instabilità e/o mancanza di ritenzione di una protesi rimovibile;
  • disagio psicologico associato alla condizione di portatore di protesi rimovibile;
  • riabilitazione fissa di edentulie parziali;
  • riabilitazione fissa di edentulie parziali intercalate da più elementi;
  • sostituzione di elemento/i in zona visibile;
  • sostituzione di uno o più elementi dentali compromessi;
  • sostituzione di uno o più elementi dentali in presenza di denti contigui sani;
  • sostituzione di uno o più elementi dentali contigui a pilastri protesici inaffidabili;
  • riabilitazione fissa dell’intera arcata.
Condizioni di salute orale preliminare

Il ripristino di adeguate condizioni di salute dei denti e dei tessuti parodontali rappresenta la condizione indispensabile da raggiungere prima di sottoporre il paziente a un trattamento implantare e consente di ridurre alcuni fattori di rischio per la sopravvivenza a lungo termine degli impianti.

L’adozione della riabilitazione implanto-protesica deve essere sempre presa in considerazione, nell’ambito delle opzioni riabilitative disponibili, quando si possa ipotizzare per il paziente un adeguato risultato funzionale ed estetico
 a lungo termine

Una particolare attenzione deve essere rivolta ai pazienti che abbiano dimostrato suscettibilità alla malattia parodontale (storia di parodontite) e/o che presentino 
un’igiene orale inadeguata i quali, oltre a essere opportunamente informati delle possibili complicanze e delle condizioni di rischio associate alla loro condizione, debbono essere motivati a praticare una corretta igiene orale e sottoposti agli indispensabili trattamenti dento-parodontali prima dell’inserimento degli impianti.

Una particolare attenzione deve essere rivolta all’eventuale presenza di patologie sistemiche, alle terapie mediche seguite e agli stili di vita (es. fumo di sigarette), che possono comportare un maggior rischio per l’intervento chirurgico e/o per il conseguimento del successo implantare.

 

L’obiettivo prioritario dell’odontoiatra è il mantenimento e il ripristino dello stato di salute del cavo orale, condizione inderogabile e indispensabile da raggiungere prima di sottoporre il paziente a una procedura riabilitativa. Per questo motivo la terapia implantare costituisce generalmente una delle ultime fasi del piano di trattamento. Il ripristino delle condizioni di salute orale, infatti, consente di ridurre alcuni fattori di rischio per la sopravvivenza a lungo termine degli impianti.

Diagnosi

Prima di procedere ad un trattamento implanto-protesico è importante un’approfondita valutazione diagnostica basata su un’attenta anamnesi (medica ed odontoiatrica), un esame clinico, esami radiografici, esami di laboratorio e/o strumentali e uno studio dei modelli in gesso.

L’anamnesi medica permette di raccogliere informazioni sull’eventuale presenza di patologie sistemiche, sulle terapie mediche seguite e sugli stili di vita (es. inadeguata igiene orale e fumo di sigarette), che possono comportare un maggior rischio per l’intervento chirurgico e/o per il conseguimento del successo implantare.

L’anamnesi odontoiatrica, invece, consente di conoscere la storia di pregresse patologie orali, le cause della perdita degli elementi dentari e gli eventuali trattamenti odontoiatrici effettuati.

L’esame clinico comprende l’esame obiettivo del volto, nell’ambito del quale particolare rilevanza assume la valutazione della linea del sorriso in relazione alle diverse manifestazioni espressive e l’esame obiettivo del cavo orale, che permette di verificare, tra l’altro, la condizione di salute o di patologia delle mucose, dei tessuti parodontali e dei denti residui, il biotipo parodontale, la presenza o meno di mucosa cheratinizzata, l’occlusione, i rapporti intermascellari, la morfologia e le dimensioni delle zone edentule, la morfologia dei denti contigui e controlaterali, la posizione dei denti antagonisti, la presenza di segni di parafunzioni e il grado di apertura della bocca. L’uso della sonda parodontale è indispensabile per effettuare l’esame clinico parodontale.

Le metodiche radiografiche convenzionali (Rx endorali, ortopantomografia, teleradiografia) in molti casi forniscono informazioni sufficienti per stabilire la fattibilità del trattamento implantare e la sua pianificazione.
Esistono tuttavia condizioni anatomo-topografiche in cui è necessario eseguire un accertamento di secondo livello, rappresentato dalla Tomografia Computerizzata (TC), la quale permette una visualizzazione tridimensionale delle sedi implantari, insieme a una valutazione approssimativa della qualità ossea. Questa metodica, poiché ha costi biologici ed economici superiori a quelli degli esami radiografici convenzionali, è indicata solo quando le informazioni già disponibili non siano sufficienti per una corretta programmazione.

Gli esami di laboratorio e/o strumentali (esami ematochimici, ECG, ecc.) oppure il consulto col medico curante/specialista possono rendersi necessari in presenza di patologie sistemiche e/o quando il clinico lo ritenga opportuno a integrazione delle informazioni anamnestiche e dell’iter diagnostico

Lo studio dei modelli in gesso, montati in articolatore ed eventualmente completati da una ceratura diagnostica, permette, a discrezione del professionista, una valutazione più accurata della zona edentula e dei suoi rapporti con i denti contigui e con l’arcata antagonista, consentendo una corretta progettazione protesica del caso. E’ fortemente raccomandabile, infatti, che il trattamento riabilitativo implanto-protesico parta da una progettazione protesica.

Informazione al paziente e consenso informato

E’ necessario che il paziente venga adeguatamente informato sulle proprie condizioni cliniche, sulle varie possibilità riabilitative e sui risultati conseguibili. Pertanto, il colloquio rappresenta lo strumento più importante e corretto attraverso cui il professionista può comprendere le esigenze e le aspettative del paziente, le motivazioni che lo indirizzano verso la riabilitazione implanto-protesica e il livello di collaborazione che può fornire alla soluzione riabilitativa prospettata. Il colloquio consente, altresì, di fornire corrette informazioni su problematiche cliniche, procedure chirurgiche e protesiche, vantaggi e svantaggi nei confronti delle altre opzioni terapeutiche, risultati raggiungibili e loro mantenimento nel tempo, eventuali rischi e possibili complicanze, necessità di controlli successivi, possibilità di insuccessi precoci e/o tardivi, modalità di intervento in caso di fallimento e criteri di corresponsabilizzazione del paziente.

La comunicazione verbale deve essere integrata da un consenso informato, preferibilmente scritto, nel quale si riassume quanto è stato detto al paziente.

Volume osseo non sufficiente

Uno dei requisiti fondamentali per poter ricorrere alla riabilitazione implanto-protesica è quello di avere un sufficiente volume di osso residuo nelle zone prive di elementi dentari. La carenza di osso può rendere difficile l’inserimento di impianti di adeguate dimensioni o costringere a compromessi tali da esporre al fallimento precoce o tardivo della terapia.

Un volume osseo insufficiente è, tuttavia, una condizione molto frequente che, allo stato attuale, può essere compensato mediante tecniche idonee ad adeguare il volume osseo alle dimensioni implantari. Le tecniche chirurgiche di incremento osseo, in relazione alle diverse condizioni cliniche, possono essere eseguite precedentemente o contestualmente al posizionamento implantare. In pazienti selezionati e in casi particolari, in presenza di una morfologia ossea non ottimale, è possibile ricorrere all’inserimento inclinato degli impianti, all’utilizzo di impianti di dimensioni ridotte o, nei casi di atrofia estrema, ad impianti che si adattano alla morfologia ossea residua. Queste procedure non possono essere applicate indiscriminatamente in tutte le situazioni cliniche.

Nelle zone prive di elementi dentari che devono essere riabilitate con implanto- protesi, è fondamentale la presenza di un sufficiente volume di osso residuo. Ove realizzabile e indicato, è possibile l’applicazione di tecniche di incremento dei volumi ossei prima o durante l’inserimento dell’impianto o l’uso di impianti di dimensioni, forma e inclinazione che si adattino all’anatomia ossea residua.

Impianto postestrattivo o con carico immediato

In pazienti selezionati e in casi particolari è possibile eseguire una protesizzazione precoce o immediata con o senza carico funzionale, anche se questa procedura è meglio documentata nella riabilitazione di alcune specifiche edentulie e non può essere applicata indiscriminatamente a tutte le situazioni cliniche.

Nei casi, infine, in cui bisogna procedere all’avulsione di un elemento dentario irrecuperabile affetto da flogosi acuta viene osservato, prima del posizionamento dell’impianto, un tempo di attesa adeguato a consentire la guarigione del sito post-estrattivo. In pazienti selezionati e casi particolari è possibile eseguire una chirurgia implantare post-estrattiva immediata.

Certificazione degli impianti utilizzati

La certificazione indispensabile per la commercializzazione nel nostro Paese garantisce che le caratteristiche merceologiche dei materiali dichiarate dal fabbricante sono conformi agli standard richiesti dalla normativa comunitaria.
In particolare, la comparazione, la selezione e la lavorazione delle materie prime (sia per gli impianti che per gli altri biomateriali di impiego implantare) devono rispettare gli standard internazionali e la Direttiva Europea 93/42 CE in termini di certificazione di origine, biocompatibilità, tossicità, allergenicità e sicurezza. Per la massima trasparenza sulla tracciabilità dell’impianto in uso si raccomanda di allegare e conservare, fra la documentazione clinica del singolo caso, i documenti rilasciati dall’azienda produttrice utili ad identificare l’impianto usato.

Gli impianti devono essere confezionati sterili per uso singolo e non devono più essere utilizzati (anche se risterilizzati) dopo aver perso l’integrità della confezione o dopo la data di scadenza indicata.

 

  • E’ consigliato, per la massima trasparenza sulla tracciabilità dell’impianto in uso, che la documentazione identificativa rilasciata dall’azienda produttrice sia allegata e conservata fra la documentazione clinica del singolo caso.
  • Gli impianti devono essere confezionati sterili per uso singolo e non devono essere utilizzati (anche se risterilizzati) dopo aver perso l’integrità della confezione o dopo la data di scadenza indicata dal fabbricante.

 

In caso di riabilitazioni implanto-protesiche, al fine di garantire un adeguato comfort estetico- funzionale, è possibile adottare soluzioni protesiche provvisorie fisse o rimovibili, che variano in relazione al tipo e all’estensione dell’edentulia e alle esigenze del paziente. Poiché è necessario limitare i carichi funzionali precoci che possono mobilizzare gli impianti durante la fase di osteointegrazione, la protesi provvisoria deve essere progettata, costruita e utilizzata in modo da non interferire con la guarigione del sito implantare e con il processo di osteointegrazione. A tale scopo, quando possibile, sono da preferirsi protesi provvisorie ad appoggio dentale rispetto a soluzioni rimovibili ad appoggio mucoso.

Solo in casi selezionati è possibile realizzare protesi provvisorie a supporto implantare, con o senza carico funzionale, immediatamente dopo il posizionamento chirurgico degli impianti. La progettazione e la realizzazione della protesi definitiva in implantologia orale rappresenta uno dei momenti più importanti per il conseguimento di un predicibile successo a lungo termine. La precisione dell’interfaccia tra protesi ed impianti rappresenta un fattore fondamentale ai fini della risposta biologica e della prognosi a lungo termine della riabilitazione in quanto eventuali imprecisioni, irregolarità o gaps non solo facilitano l’accumulo di placca, favorendo l’insorgenza di infezioni e infiammazioni dei tessuti peri-implantari, ma possono anche compromettere la stabilità e la performance meccanica del sistema nel suo insieme.

Mantenimento

Dopo una riabilitazione implantare, il mantenimento in salute dei tessuti peri- implantari e di tutto il cavo orale necessita di un corretto stile di vita, di una corretta igiene orale domiciliare e di controlli periodici professionali.

Il paziente deve essere opportunamente informato che l’inosservanza delle istruzioni di igiene domiciliare e dei richiami periodici professionali si associa all’aumentato rischio di complicanze infettivo-infiammatorie dei tessuti dento-parodontali e peri-implantari.
Nell’ambito delle valutazioni periodiche, oltre a rinnovare la motivazione al paziente per il mantenimento di un buon controllo di placca, è indicato effettuare il sondaggio dei tessuti peri- implantari, per rilevare l’eventuale esistenza di una patologia infettivo-infiammatoria che, quando presente, deve essere trattata adeguatamente; in presenza di complicanze protesiche è opportuno intervenire precocemente.

I controlli radiografici, ove necessari, permettono di confermare la diagnosi clinica (senza sostituirsi ad essa), monitorare la precisione e la stabilità della componentistica protesica e verificare il mantenimento del livello di osso marginale.
In conclusione, la riabilitazione implanto-protesica dipende da numerosi fattori che, tutti insieme, concorrono al raggiungimento e al mantenimento del successo clinico. Tra questi, particolare importanza rivestono: una diagnosi accurata, un adeguato piano di trattamento, una corretta realizzazione delle procedure chirurgiche e protesiche, un sistema implantare in regola con le norme vigenti, le capacità dell’operatore e infine la corresponsabilizzazione del paziente.

La riabilitazione implanto-protesica, è, dunque, un trattamento ad alta valenza tecnologica, scientifica e professionale la cui realizzazione necessita di attrezzature idonee e tecnologia disponibile. I costi della riabilitazione risentono inevitabilmente degli investimenti sostenuti dal professionista per assicurarne sicurezza e affidabilità nel medio e lungo periodo.

Sezione

Terapia di impianto per sostituzione di dente

Vicenza Bassano del Grappa Nove Marostica

 

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