Un impianto dentale è una soluzione stabile e duratura, ma come ogni dispositivo medico può andare incontro a complicanze nel tempo. Tra queste, la rottura di un impianto è un evento raro ma possibile, che può generare preoccupazione e richiede un intervento tempestivo e mirato.
Molti pazienti dello Studio Dentistico Marchesin di Vicenza ci contattano con domande simili: “Come faccio a capire se si è rotto?”, “È grave?”, “Si può sistemare?”, “Serve rifare tutto da capo?”. Questo articolo nasce proprio per dare risposte chiare a queste domande, spiegando cosa succede se un impianto dentale si rompe, quali segnali osservare e quali sono i passaggi clinici per risolvere il problema in modo efficace.

Perché parlare di rottura di un impianto dentale
La rottura di un impianto dentale è un’eventualità che, sebbene poco frequente, merita attenzione perché spesso non si manifesta in modo evidente fin da subito. Molti pazienti tendono a sottovalutare piccoli scricchiolii, sensazioni di movimento o fastidi localizzati, pensando che si tratti di normali adattamenti. In realtà, riconoscere precocemente i segnali di un problema può fare la differenza tra un intervento semplice e la necessità di sostituzioni più complesse.
Parlare apertamente di queste situazioni serve anche a rassicurare: un impianto rotto non significa automaticamente perdere il trattamento, ma è fondamentale non ignorare i sintomi e rivolgersi rapidamente a un professionista esperto per valutare la situazione.
Le diverse tipologie di “rottura” implantare
Quando si parla di “rottura” di un impianto dentale, non ci si riferisce sempre alla frattura fisica della vite in titanio. Esistono infatti diversi livelli e modalità di danneggiamento, ognuna con implicazioni differenti.
Le situazioni principali possono essere:
- Rottura della corona protesica: riguarda la parte visibile (il “dente finto”) ed è simile alla frattura di un dente naturale o di una capsula. È la forma più frequente e spesso la meno grave.
- Allentamento o rottura della vite protesica: avviene quando la vite che collega la corona all’impianto si danneggia o si svita parzialmente, creando micro-movimenti percepibili.
- Frattura della fixture implantare: è la vera e propria rottura della vite in titanio inserita nell’osso. È la complicanza più rara, ma anche la più complessa da trattare.
Distinguere tra queste situazioni è essenziale, perché i trattamenti sono molto diversi a seconda della parte coinvolta.
Quali sono le cause più frequenti
Le cause di una rottura implantare possono essere molteplici e spesso si sommano tra loro. Una delle principali è il sovraccarico masticatorio, ossia una forza eccessiva esercitata sull’impianto nel tempo. Questo può accadere, ad esempio, se si digrigna i denti durante la notte o se si mastica frequentemente cibi molto duri senza protezioni adeguate.
Altri fattori frequenti sono:
- materiali protesici usurati nel tempo, soprattutto nelle corone;
- errori nella progettazione della protesi, come distribuzioni non equilibrate delle forze;
- mancata manutenzione o controlli periodici insufficienti;
- traumi improvvisi, come urti accidentali o cadute.
In alcuni casi, la qualità dell’osso o patologie sistemiche possono contribuire, ma nella maggior parte dei casi la rottura è legata a fattori meccanici e abitudini quotidiane.
Sintomi e segnali che qualcosa non va
Riconoscere i segnali di un problema in fase iniziale è la chiave per intervenire tempestivamente. Non sempre una rottura implantare si manifesta con dolore immediato: spesso i sintomi sono sottili e graduali.
I segnali più comuni includono:
- sensazione di movimento o instabilità durante la masticazione;
- piccoli scricchiolii o vibrazioni insolite;
- fastidio localizzato o lieve dolore alla pressione;
- difficoltà nella pulizia quotidiana a causa di spazi anomali;
- in alcuni casi, gonfiore o arrossamento gengivale.
Anche se possono sembrare disturbi lievi, vanno sempre valutati dal dentista perché possono indicare un problema strutturale che, se trascurato, può peggiorare nel tempo.
Cosa fare se un impianto dentale si rompe
La cosa più importante da fare in caso di sospetta rottura è non tentare soluzioni casalinghe. Non bisogna provare a svitare nulla, rimuovere parti mobili o applicare sostanze nella zona. Qualsiasi manovra non controllata può aggravare il danno o creare infezioni.
La procedura corretta è contattare al più presto il proprio dentista di fiducia a Vicenza per una valutazione clinica e radiografica. Solo una visita accurata permette di capire se si tratta di un problema protesico, di una vite allentata o di una vera frattura dell’impianto. Intervenire rapidamente aumenta enormemente le probabilità di risolvere il problema senza dover sostituire l’intera struttura.
Possibili trattamenti in base al tipo di danno
Il trattamento dipende dalla parte coinvolta e dall’entità della rottura. Se è la corona protesica a rompersi, spesso è sufficiente ripararla o sostituirla senza toccare l’impianto sottostante. Nel caso di vite protesica danneggiata, il dentista può rimuoverla e inserirne una nuova, ristabilendo la stabilità della protesi.
La frattura della fixture, invece, è più complessa. In alcuni casi è possibile rimuovere la porzione danneggiata e inserire un nuovo impianto dopo un periodo di guarigione. In altri, se la frattura è parziale e l’impianto è ben osteointegrato, si possono valutare tecniche conservative per preservare il lavoro esistente. La decisione viene sempre presa dopo esami radiografici e valutazioni cliniche approfondite.
Importanza della prevenzione e dei controlli periodici
La maggior parte delle complicanze implantari può essere prevenuta con controlli regolari e buone abitudini quotidiane. Effettuare visite periodiche permette di intercettare tempestivamente allentamenti, microfratture o usure anomale prima che evolvano in problemi più seri.
Anche l’igiene orale gioca un ruolo determinante: mantenere pulita la zona attorno all’impianto riduce il rischio di infiammazioni che, nel tempo, possono indebolire le strutture di supporto. L’uso di bite notturni nei pazienti che digrignano e l’attenzione alle abitudini alimentari sono strumenti efficaci per preservare la durata degli impianti.
Conclusione: cosa succede se un impianto dentale si rompe
Capire cosa succede se un impianto dentale si rompe aiuta ad affrontare l’eventualità con lucidità e senza panico. La rottura non significa necessariamente perdere il lavoro eseguito, ma richiede un intervento professionale tempestivo per evitare complicazioni maggiori.
Rivolgersi rapidamente al dentista, evitare rimedi improvvisati e mantenere una routine di controlli periodici sono le strategie più efficaci per gestire e prevenire queste situazioni. Con la giusta attenzione presso lo Studio Dentistico Marchesin, anche un problema inatteso può essere risolto con successo e senza compromettere il risultato a lungo termine.
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